name: RESERVED FOR – BERLIN

 

CIBO E DINTORNI
Il meglio dello stile italiano
12-19 dicembre 2011, Palazzo Italia, Berlino
by Ghigos Ideas
by Fiera Milano

“La cucina è un linguaggio nel quale la società traduce inconsciamente la sua struttura”, affermava Claude Lévi Strauss, perché il cibo incorpora nella sua stessa essenza al contempo relazioni sociali, significati comunicativi e valori affettivi. Le ritualità e le gestualità che lo accompagnano, e che raccontano il nostro modo di “stare a tavola”, descrivono infatti più di tante parole le dinamiche relazionali, educative e comportamentali di una determinata struttura sociale.
In particolare nell’ambito del product e dell’interior design la tavola sta sempre più spesso diventando terreno fertile di progetto, occasione per “sperimentare lo straordinario nell’ordinario”, per reinterpretare azioni, vizi e comportamenti di ogni giorno solo apparentemente banali e che, invece, possono schiudere importanti opportunità di innovazione; il segreto, come sempre, è superare il tema dell’abitudine, per imparare a caricare di nuovo senso i gesti quotidiani.
Nonostante le numerose iniziative che continuamente nascono e si sviluppano sul tema, questa mostra vuole proporre un contributo originale, osservando e raccontando quanto sta accadendo negli ultimissimi anni nelle molteplici geografie della tavola. Si configura così un excursus variegato, che si muove liberamente tra prodotti “di cibo”, oggetti “per il cibo” o relazioni che si strutturano “attorno al cibo”, sottolineandone di volta in volta il ruolo culturale, oltre che simbolico, e il valore antropologico.

“Cooking is a language in which a society unconsciously translates its structure”, claimed Claude Lévi Strauss, because food includes in its own essence social, communicational and emotional values. The rituals and gestures that come with food and tell how we are “at the table” describe better than any words the dynamics of the relationships, of the education and of the behaviour of a given social structure.
Especially in the fields of product and interior design, the table is becoming more and more the focus of projects, an opportunity to “experiment the extraordinary in the ordinary” and to offer a reinterpretation of daily actions, habits and behaviours – which can appear superficial but open to important innovation opportunities instead. The secret is, as always, to be able to go beyond habits and learn how to give a new meaning to every day’s gestures.
Despite the many initiatives continuously originated and developed around the theme of food, this exhibition tries to offer an original contribution. By observing and telling what has been happening in the geographies of the table in the very last years, the exhibition becomes a variegated excursus: moving freely among products “made of food” or “for food” and relationships structured “around food”, it highlights the related cultural and symbolic roles, as well as the connected anthropologic value, of each instance.